Il Mercoledì delle Ceneri apre la Quaresima 2026: un cammino per tornare all’essenziale

Con il Mercoledì delle Ceneri, la Chiesa eugubina ha avviato il cammino della Quaresima 2026, un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale che coinvolge l’intera comunità cittadina. La celebrazione iniziale, vissuta tra la chiesa di Santa Croce della Foce e quella di San Domenico, ha visto una partecipazione raccolta e intensa, segno di un desiderio diffuso di rimettersi in cammino verso l’essenziale della fede.

Il percorso quaresimale di quest’anno si inserisce nel contesto dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, assumendo come filo conduttore il suo saluto “Il Signore ti dia pace”, che diventa programma di vita e chiave di lettura dell’intero itinerario spirituale proposto.

La grande croce della Processione del Cristo morto, che caratterizza il Venerdì santo eugubino, ha tracciato anche stavolta il percorso, con la preghiera e il canto ad accompagnare il pellegrinaggio dei fedeli fino a San Domenico, dove è stato il suono del Miserere a scandire l’ingresso in chiesa.

“Ritornare al nostro Battesimo”

Nella sua meditazione, il vescovo mons. Luciano Paolucci Bedini ha richiamato con forza il significato profondo della Quaresima, definendola “una grande occasione di grazia”, un tempo in cui riprendere in mano il centro, l’essenziale della vita cristiana. 

Il cuore del cammino è il ritorno al Battesimo, perché – come ha ricordato – “la Quaresima è l’occasione che il Signore ci dà ogni anno di ritornare al nostro Battesimo, di riscoprire la grandezza e la bellezza di quella vita nuova ricevuta per grazia”. 

Un invito a riscoprirsi figli amati, liberati dal male e chiamati a vivere una relazione autentica con Dio e con i fratelli, dentro un tempo che spesso rischia di allontanare dall’essenziale.

Davanti a Dio, non davanti agli uomini

Il vescovo Luciano ha quindi indicato una scelta decisiva che attraversa la vita di ciascuno: vivere davanti a Dio oppure secondo il giudizio del mondo. Ha ricordato che “c’è un’unica verità: noi siamo figli di Dio, e questo Dio si è presentato come Padre e come Padre vuole accompagnarci”, sottolineando come la Quaresima sia il tempo favorevole per rimettere ogni aspetto della propria esistenza sotto lo sguardo del Padre e lasciarlo purificare dalla sua grazia. 

Le “armi” della Quaresima

Riprendendo il Vangelo, mons. Paolucci Bedini ha poi richiamato le vie tradizionali del cammino quaresimale – l’elemosina, la preghiera e il digiuno – come strumenti concreti per fare spazio a Dio nella propria vita. Ha spiegato che l’elemosina libera dalla tentazione di misurare tutto su ciò che si possiede, la preghiera restituisce il primato alla relazione con il Signore e il digiuno aiuta a combattere ciò che inquina e appesantisce il cuore. 

Alla scuola di Francesco

Il cammino delle Stazioni quaresimali, che accompagnerà ogni mercoledì i fedeli fino al 25 marzo, sarà vissuto alla luce della testimonianza di san Francesco. Il Vescovo ha ricordato come anche il Santo di Assisi abbia incarnato queste dimensioni nella sua vita, trasformandola in una continua preghiera, in un amore concreto per i poveri e in una libertà profonda da tutto ciò che non sazia il cuore. 

Un cammino comunitario

Accanto alle Stazioni quaresimali, la tradizione dell’Adorazione eucaristica continuerà a offrire spazi di silenzio e contemplazione nelle diverse chiese della città, con il Monastero delle Cappuccine come punto di riferimento costante durante tutto il periodo.

La Quaresima 2026 si apre così come un tempo favorevole, un vero ritiro spirituale dentro la vita quotidiana della comunità eugubina, un invito a rallentare, a rientrare in sé stessi e a ritrovare, come ha ricordato il Vescovo, “ciò di cui abbiamo profondamente bisogno”. Un cammino che conduce alla Pasqua e che già ora chiama ogni fedele a riscoprirsi figlio, a vivere nella pace e a lasciarsi rinnovare dall’amore del Padre.