Torna alla comunità di Cantiano il Crocifisso della collegiata di San Giovanni Battista, raggiunto e danneggiato dall’alluvione del settembre 2022. È stata la chiesa di San Nicolò, riaperta al culto nel dicembre scorso, a ospitare la cerimonia di riconsegna di un’opera sacra di grande valore, che rappresenta anche un segno concreto di attenzione verso il patrimonio religioso e culturale del territorio. Ed ora, oltre al recupero artistico-culturale, l’opera potrà tornare alla venerazione dei fedeli proprio in occasione dei prossimi riti pasquali, a cominciare dall’azione liturgica del Venerdì Santo, con il bacio della croce.
Il Crocifisso è stato oggetto di un accurato intervento curato dall’Istituto centrale per il restauro (Icr), che ne ha permesso il recupero e la conservazione. Alla cerimonia di restituzione dell’opera hanno partecipato i rappresentanti della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio (Sabap) di Ancona e Pesaro-Urbino, dello stesso Istituto, dell’amministrazione comunale cantianese, della Diocesi di Gubbio e della parrocchia di San Giovanni Battista.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della memoria storica e spirituale della comunità, grazie al progetto Memoria Futura avviato nei mesi scorsi dalla Chiesa eugubina a Cantiano, con il sostegno del Fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo.
L’alluvione del settembre 2022
Nella notte tra il 15 e il 16 settembre 2022 una forte alluvione colpisce le province marchigiane di Ancona e Pesaro-Urbino. Le chiese di Santa Maria delle Tinte a Pergola e di San Giovanni Battista a Cantiano vengono invase dall’acqua.
Il personale tecnico dell’Istituto centrale per il restauro (Icr), dell’Opificio delle pietre dure (Opd) e dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (Iccd) il successivo 26 settembre si è recato in sopralluogo nei comuni colpiti dall’alluvione, a seguito di un incontro con la Direzione generale Sicurezza del patrimonio culturale e con l’Unità di crisi e di coordinamento regionale (Uccr) presso il Segretariato regionale Mibact per le Marche, allo scopo di fornire supporto specialistico agli enti territoriali, in accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio (Sabap) delle Marche.
Erano presenti i funzionari restauratori: Oriana Sartiani, Cristiana Todaro, Andrea Santacesaria (Opd); Francesca Capanna, Marisol Valenzuela, Maria Speranza Storace (Icr); Rodolfo Felici (Iccd), Giulia Agostinelli (Sabap Marche), Francesca Graziosi (Direzione regionale musei delle Marche – Uccr).
I primi rilievi sulle opere d’arte danneggiate
Il gruppo ha fornito tempestivamente una relazione congiunta che fornisse indicazioni generali di comportamento per la salvaguardia dei beni danneggiati, la gran parte dei quali ricoperti da spessi strati di fango.
Tra gli oggetti in queste gravi condizioni, il personale dell’Istituto centrale per il restauro ha notato un crocifisso ligneo di pregevole fattura che, durante l’evento, era stato sommerso da fango, detriti e sostanze contaminanti, subendo un danno significativo sia a livello strutturale sia estetico; l’Istituto, come di consueto, ha quindi proposto di farsi carico dell’intervento di restauro nell’ambito dei corsi della propria Scuola di alta formazione e studio. L’Icr, infatti, appoggia e alimenta lo spirito di partecipazione che i propri studenti manifestano in queste circostanze.
Il lavoro sul Crocifisso del XVIII secolo
Nicola Marinelli, studente presso la sede Saf-Icr di Matera, ha quindi concentrato il suo lavoro di tesi nello studio e nel restauro del Cristo crocifisso del secolo XVIII (Nctn – Numero catalogo generale 00051979).
Lo studente ha discusso la tesi dal titolo “Il restauro del Crocifisso ligneo della Collegiata di Cantiano. Prime linee guida per le opere lignee alluvionate e confronto tra biocidi inibitori della crescita di microrganismi biodeteriogeni”.
È stato seguito dal gruppo di docenti composto da Patrizia Giacomazzi (coordinatrice), Tullia Carratù, Roberto Ciabattoni, Elisabetta Sonnino, Federica Antonelli, Davide Melica, Angelo Raffaele Rubino, Ulderico Santamaria. Il gruppo di direzione della Scuola di alta formazione e studio (sede di Matera) era allora formato dal direttore Giorgio Sobrà e dai vicedirettori Marco Bartolini e Francesca Capanna. Il direttore dell’Istituto centrale per il restauro è l’architetto Luigi Oliva.
I danni gravi sull’opera d’arte cantianese
L’analisi preliminare ha subito evidenziato gravi danni a carico del supporto e degli strati preparatori e pittorici. L’eccessivo apporto di acqua, infatti, unito al grave livello di erosione del legno, aveva causato il distacco di alcuni elementi assemblati, come parte del viso e del perizoma dorato. Inoltre, le precarie condizioni ambientali dei locali della chiesa alluvionata avevano favorito un attacco da parte di organismi biodeteriogeni. La successiva asciugatura del fango aveva causato la comparsa di gravi sollevamenti degli strati preparatori e pittorici, che hanno messo in serio pericolo l’integrità dell’opera.
Indagini scientifiche e fasi del restauro
L’intervento è stato coadiuvato da indagini scientifiche ed è stato realizzato con un controllo continuo dei valori di umidità ambientale, che sono stati abbassati gradualmente e solo dopo aver terminato determinate fasi del restauro; questo ha consentito all’opera di perdere lentamente l’acqua assorbita, stabilizzandosi infine a valori di umidità relativa compatibili con una sua corretta conservazione.
Una delle fasi più delicate ha riguardato la riadesione degli importanti sollevamenti che interessavano gli strati preparatori e la rimozione del fango che ricopriva interamente l’opera. Nel corso del restauro, inoltre, è emerso che l’opera aveva subito un pesante intervento di rifacimento delle braccia, molto probabilmente causato dall’erosione del supporto a opera di insetti xilofagi – cioè che si nutrono di materiali lignei – e dall’uso del Crocifisso durante la liturgia del Venerdì Santo. Questo aspetto ha condizionato fortemente le scelte operate durante l’intervento.
Oggi, a conclusione dell’intervento di restauro, il Crocifisso viene riportato a Cantiano, restituendolo alla comunità intera.
La galleria fotografica, prima e dopo il restauro
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano prima dell’alluvione del 2022
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano danneggiato dall’alluvione del 2022
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano danneggiato dall’alluvione del 2022
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano con Patrizia Giacomazzi dell’Istituto centrale per il restauro e il restauratore Nicola Marinelli
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano dopo il lavoro di restauro
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano e il suo restauratore Nicola Marinelli
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano dopo il lavoro di restauro
- Il Crocifisso ligneo di Cantiano dopo il lavoro di restauro









