Il 30 aprile, Gubbio celebra i santi Mariano e Giacomo, patroni della Cattedrale

La Chiesa eugubina celebra la festa dei santi Mariano e Giacomo, martiri ai quali è dedicata la Cattedrale di Gubbio. L’appuntamento è fissato per giovedì 30 aprile, nella “chiesa madre” della diocesi, edificata e ampliata tra il XIII e il XIV secolo e da secoli punto di riferimento religioso e civile per la comunità cittadina.

Il programma della giornata prevede alle ore 16.30, in Cattedrale, un incontro di formazione dedicato ai ministeri laicali, segno di una Chiesa che continua a valorizzare il servizio dei fedeli nelle comunità parrocchiali. Alle ore 18 sarà poi il momento centrale della festa con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, nel giorno liturgico dedicato ai due santi martiri.

Durante la messa saranno inoltre conferiti nuovi ministeri laicali. Riceveranno il ministero straordinario della Comunione i candidati Giacomo Valentini, Antonietta Mischianti e Francesco De Benedittis, chiamati a svolgere un prezioso servizio pastorale soprattutto verso i malati, gli anziani e nelle celebrazioni comunitarie. Sarà inoltre conferito il ministero del lettorato a Graziano Capannelli, chiamato in modo particolare al servizio della Parola di Dio nella liturgia.

I martiri africani giunti a Gubbio

Affresco con il martirio dei santi Mariano e Giacomo nell’abside della Cattedrale di Gubbio

La figura dei santi Mariano e Giacomo affonda le radici nei primi secoli del cristianesimo. Secondo la tradizione e la testimonianza di uno dei loro compagni, essi appartenevano al gruppo dei martiri di Lambesa, antica città della Numidia, nell’area nord-orientale dell’attuale Algeria. La loro vicenda si colloca nel tempo delle persecuzioni romane, quando molti cristiani furono messi a morte per non aver rinnegato la fede.

Come ricorda anche il ciclo di dipinti custodito nell’abside della Cattedrale eugubina, Mariano, lettore della comunità cristiana, e Giacomo, diacono, furono arrestati dai magistrati romani, sottoposti a interrogatori e torture. Rimasti fedeli a Cristo, subirono infine la decapitazione, mentre i loro corpi vennero gettati nelle acque di un fiume. Le loro reliquie giunsero a Gubbio tra il V e il VI secolo, divenendo nel tempo oggetto di grande venerazione popolare. Ancora oggi sono custodite nell’altare della Cattedrale, segno tangibile del legame profondo tra la città umbra e questi due testimoni della fede provenienti dall’Africa cristiana.

Una memoria che unisce storia e attualità

La festa dei santi Mariano e Giacomo rappresenta ogni anno per Gubbio non soltanto un appuntamento religioso, ma anche un richiamo alle radici storiche della diocesi e al valore universale della testimonianza cristiana. La presenza di martiri africani venerati nel cuore dell’Umbria racconta infatti una Chiesa già anticamente aperta ai popoli e alle culture del Mediterraneo.

Il conferimento dei nuovi ministeri laicali durante la celebrazione aggiunge inoltre un significato attuale alla ricorrenza: dalla testimonianza dei martiri di ieri nasce il servizio concreto dei fedeli di oggi, chiamati a sostenere la vita delle comunità.