La comunità eugubina rinnova uno degli appuntamenti più significativi della propria tradizione religiosa. Giovedì 10 e venerdì 11 settembre 2026, la Basilica di Sant’Ubaldo e il monte Ingino saranno al centro delle celebrazioni per la Festa della Traslazione di sant’Ubaldo, memoria profondamente radicata nella storia della città e occasione per ritrovarsi nella preghiera attorno alla figura del santo patrono.
La festa lega ancora una volta idealmente la città alla Basilica che custodisce il corpo incorrotto del santo vescovo e richiama i fedeli a riscoprire non soltanto una pagina della storia eugubina, ma soprattutto il significato spirituale di una devozione che attraversa i secoli.
Il 10 settembre la processione dalla Cattedrale alla Basilica
Le celebrazioni prenderanno il via giovedì 10 settembre, alle ore 21, con la tradizionale processione nella vigilia della Traslazione. Il cammino partirà dalla Cattedrale di Gubbio e salirà fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, sul monte Ingino.
Un itinerario che assume il carattere di un vero e proprio pellegrinaggio cittadino: dalla Cattedrale alla Basilica, Gubbio ripercorrerà nella preghiera quel legame con il proprio patrono che costituisce uno degli elementi più profondi dell’identità religiosa e civile della comunità eugubina.
La salita verso il monte diventa così non soltanto memoria della Traslazione, ma anche gesto di fede e di affidamento a sant’Ubaldo, venerato da generazioni di eugubini come padre, pastore e intercessore.
L’11 settembre la Messa presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini
La Festa della Traslazione proseguirà venerdì 11 settembre. Durante la mattinata, nella Basilica di Sant’Ubaldo saranno celebrate le Sante Messe alle ore 7, 8, 9, 10 e 11.
Il momento centrale della giornata sarà nel pomeriggio: alle ore 17 la Santa Messa sarà presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini.
La celebrazione offrirà alla comunità diocesana una nuova occasione per raccogliersi attorno alla testimonianza cristiana del patrono e per interrogarsi sull’attualità della sua eredità spirituale.
Dalla Basilica alla vita quotidiana: l’insegnamento della Traslazione
Proprio durante la Festa della Traslazione del 2025, il vescovo Paolucci Bedini aveva richiamato con particolare forza il significato del monte e della Basilica, mettendo in guardia dal rischio di confinare la fede e la devozione soltanto nei luoghi e nei momenti della celebrazione.
«Guai se finisse qui la nostra fede e la nostra devozione», aveva sottolineato il vescovo, ricordando come Dio, anche attraverso l’intercessione del patrono, accompagni i passi della vita quotidiana.
Al centro dell’omelia dello scorso anno era stato posto anche il tema della riconciliazione, indicato come una delle eredità spirituali più attuali di sant’Ubaldo. Il richiamo era stato a una santità capace di entrare concretamente nelle relazioni, superando rancori, divisioni ed esclusioni attraverso la riconciliazione con Dio e con i fratelli.
La Traslazione assume così un significato che supera la sola commemorazione storica: salire al monte per poi tornare nella città, portando nella quotidianità quanto celebrato e vissuto accanto al patrono.
Una tradizione che continua a parlare alla Gubbio di oggi
Le giornate del 10 e 11 settembre 2026 saranno dunque un’occasione per fare memoria della storia religiosa di Gubbio e, allo stesso tempo, per riscoprire il significato presente della devozione ubaldiana.
La Basilica sul monte Ingino rimane il luogo verso il quale converge lo sguardo degli eugubini, ma la Festa della Traslazione ricorda che l’incontro con il Signore e la testimonianza di sant’Ubaldo sono chiamati a proseguire nella vita della città, nelle famiglie, nelle comunità cristiane e nelle relazioni di ogni giorno.
Rinviata a marzo 2027 l’esecuzione degli inni dedicati a sant’Ubaldo
In concomitanza con le celebrazioni è arrivato anche un aggiornamento relativo al Concorso internazionale di composizione “Si vis salutem patriae”. La Fondazione Centro Studi Ubaldiani di Gubbio ha comunicato lo slittamento della cerimonia di premiazione e dell’esecuzione dal vivo delle opere vincitrici, inizialmente previste per il 10 settembre 2026.
Il rinvio è stato deciso, d’intesa con il comitato organizzatore, a seguito di «articolate complessità di natura tecnico-organizzativa» emerse durante la preparazione dell’esecuzione dei brani. L’obiettivo, spiega la Fondazione, è assicurare alle partiture premiate la migliore resa artistica ed esecutiva.
Il nuovo appuntamento sarà inserito nel programma della settimana del 5 marzo 2027, in occasione delle celebrazioni dedicate alla Canonizzazione di sant’Ubaldo. Una collocazione dal particolare valore simbolico, che consentirà di presentare i compositori e le opere vincitrici all’interno di una settimana particolarmente significativa per Gubbio e per la devozione ubaldiana.
La Fondazione Centro Studi Ubaldiani ha infine espresso il proprio ringraziamento ai partecipanti al concorso, ai componenti della giuria e alle istituzioni partner per la collaborazione e la comprensione, dando appuntamento al pubblico e agli artisti premiati alle celebrazioni del marzo 2027.

