Cammino sinodale: anche la Chiesa eugubina all’assemblea in Vaticano

La Chiesa italiana si prepara a vivere la seconda Assemblea nazionale del Cammino sinodale, che si terrà in Vaticano dal 31 marzo al 3 aprile. Un percorso per costruire una Chiesa più partecipativa e attenta ai bisogni delle persone. Il vescovo di Gubbio Luciano Paolucci Bedini e la segreteria diocesana per il Cammino sinodale – composta da don Fabricio Cellucci, Marta Borsellini e Luigi Rosati – porteranno all’assemblea di Roma i contenuti della relazione di sintesi, frutto del lavoro della Commissione sinodale e del Consiglio presbiterale diocesani.

Il “pilastro” dell’ascolto

Uno dei pilastri dell’intero Cammino sinodale è stato il rafforzamento dell’ascolto: la Chiesa non può limitarsi a parlare, ma deve aprirsi alle voci di tutti, dai bambini agli anziani, dalle famiglie alle associazioni, dalle istituzioni civili ai più fragili. In quest’ottica, le linee d’azione fondamentali sono: la creazione di spazi di dialogo nelle parrocchie e nei contesti sociali; la promozione di eventi significativi che coinvolgano tutta la comunità; il sostegno a iniziative di solidarietà per affrontare emergenze come la povertà e la mancanza di alloggi.

Una Chiesa sinodale e missionaria

Vanno superate le logiche individualistiche e autoreferenziali, promuovendo una visione di Chiesa più sinodale e missionaria. Tra le priorità individuate ci sono: il coordinamento tra parrocchie e gruppi ecclesiali per evitare dispersioni e sovrapposizioni; la collaborazione con istituzioni locali per realizzare progetti condivisi; la formazione di operatori pastorali capaci di rispondere alle sfide contemporanee. Un’attenzione particolare è stata riservata al ruolo dei laici, che devono essere sempre più protagonisti e corresponsabili nella vita della Chiesa.

Strutture più flessibili e funzionali

Un altro punto chiave del Sinodo riguarda il rinnovamento e la conversione delle strutture ecclesiali, perché siano più flessibili e funzionali alla missione della Chiesa. Tra le proposte emerse ci sono semplificare le procedure burocratiche per favorire un’azione pastorale più efficace, creare spazi di incontro e progettazione tra diverse realtà ecclesiali e sociali, promuovere una gestione condivisa delle risorse economiche e strutturali.

Relazioni e valori

Il Cammino sinodale ha ribadito che la Chiesa non può chiudersi in se stessa, ma deve interagire con il mondo circostante. In questa prospettiva, è fondamentale costruire relazioni con le istituzioni civili e culturali per promuovere valori come la giustizia sociale, la solidarietà e la sostenibilità ambientale.

In particolare, sono state segnalate esperienze virtuose già attive nella diocesi di Gubbio, come: il Progetto Policoro, che aiuta i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, e l’organizzazione di eventi diocesani che coinvolgono l’intera comunità, rafforzando il senso di appartenenza ecclesiale.

Lo sguardo sul futuro

Guardando al futuro, il vescovo Luciano ha sottolineato l’importanza di proseguire su questa strada con coraggio e fiducia. “La Chiesa deve essere un segno vivo del Vangelo nel mondo, capace di rinnovarsi continuamente per rispondere alle esigenze delle persone”, ha detto. Il Cammino sinodale non si esaurisce con questa fase, ma continua come stile permanente della Chiesa: una Chiesa che ascolta, accoglie, discerne e si lascia trasformare dallo Spirito Santo per essere sempre più testimone credibile del Vangelo.

Alcuni momenti del Cammino sinodale diocesano