Non una semplice lezione su san Francesco, ma un cammino condiviso capace di intrecciare storia, identità cittadina e vissuto personale. È questo lo spirito del progetto “Francesco incontra le scuole”, promosso nell’ambito delle iniziative per l’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi. Dal novembre scorso e fino al prossimo mese di aprile, il format sta coinvolgendo le scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, portando direttamente nelle aule studiosi, operatori culturali e testimoni del mondo artistico per raccontare ai ragazzi il legame profondo tra Francesco e la città di Gubbio.
Un progetto condiviso per il centenario
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Gubbio, Chiesa eugubina e Famiglia francescana, riuniti nel comitato Francesco a Gubbio, con il sostegno della Fondazione Perugia e il coordinamento operativo dell’associazione culturale La Medusa.
Come spiega Elisa Polidori, responsabile dell’Ufficio per i beni culturali della Diocesi di Gubbio e presidente dell’associazione La Medusa, «il progetto “Francesco incontra le scuole” si inserisce all’interno delle attività che il comitato Francesco a Gubbio sta curando per le celebrazioni del 2026» e nasce con l’intento di «coinvolgere le scuole non portandole fuori dalle aule ma facendo entrare gli esperti dentro la scuola e parlare con i ragazzi».
Una scelta che ha trasformato l’anniversario in un’occasione educativa concreta, capace di generare ascolto e partecipazione.
Tra storia e leggenda: il racconto che parla ai giovani
Cuore degli incontri è la narrazione del rapporto tra san Francesco e Gubbio, con particolare attenzione alla vicenda del lupo. Un racconto affrontato su due piani: quello storico, fondato sulle fonti, e quello simbolico, che nei secoli ha alimentato l’immaginario collettivo.
A guidare questo percorso, accanto al giornalista Daniele Morini, sono stati studiosi come Alberto Luongo, docente di Storia medievale all’Università di Roma Tor Vergata, e Filippo Paciotti, della Biblioteca e dell’Archivio diocesani di Gubbio, insieme al contributo artistico della cantante eugubina Sara Jane Ceccarelli e del suo progetto musicale “L’ombra del Santo”.
Proprio Paciotti sottolinea il valore di questo doppio registro: «Un’attività importante è stata quella di raccontare con una narrazione ampia, libera, ma anche partecipata con gli studenti la storia di san Francesco, quella vera, reale e la leggenda del lupo di Gubbio in particolare, riuscendo a far dialogare questi due piani».
Il dialogo con gli studenti è stato l’elemento decisivo. «Protagonisti di queste nostre attività sono stati i ragazzi delle scuole medie e delle scuole superiori», osserva ancora Paciotti, spiegando come la sfida sia stata «essere capaci di comunicare su livelli differenti».
La figura di Francesco emerge così non come personaggio distante, ma come presenza viva nella storia e nell’identità della città.
“Io e il Lupo”: quando la leggenda diventa esperienza
Per le scuole secondarie di primo grado, il progetto si è arricchito di un laboratorio creativo dal titolo “Io e il Lupo – Alla scoperta di Francesco”. Partendo dalla celebre vicenda del lupo di Gubbio, gli studenti sono stati invitati a interrogarsi sui “lupi” di oggi, cioè sulle paure, i conflitti e le fragilità che abitano la loro vita.
Attraverso un kit personale e un percorso guidato, ciascun ragazzo e ragazza ha potuto elaborare un proprio “patto” simbolico, trasformando il racconto medievale in una riflessione concreta su coraggio, responsabilità, dialogo ed empatia.
L’esperienza ha avuto un impatto significativo anche sugli adulti coinvolti. «Ne esce una narrazione molto complessa, molto più di quello che probabilmente potevamo immaginare quando abbiamo progettato questo laboratorio», racconta Elisa Polidori.
Il laboratorio si è rivelato così uno spazio di ascolto autentico, dove la leggenda si è fatta specchio della contemporaneità.
Un cammino che continua
Gli incontri proseguiranno fino al mese di aprile, accompagnando le scuole nel percorso del Centenario 2026. L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze storiche, ma offrire ai giovani un’esperienza capace di mettere in relazione memoria e vita, identità cittadina e crescita personale.
In un tempo segnato da incertezze e domande profonde, il messaggio di san Francesco continua a risuonare come proposta di dialogo, riconciliazione e responsabilità. Portarlo nelle scuole significa investire sulle nuove generazioni, affidando a loro non solo una ricorrenza da celebrare, ma una storia da custodire e reinterpretare.
- Il progetto eugubino “Francesco incontra le scuole”
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