Sant’Ubaldo, Gubbio rinnova la memoria della canonizzazione

La Chiesa eugubina torna a vivere anche quest’anno giorni di intensa spiritualità in occasione della memoria liturgica della canonizzazione di sant’Ubaldo, patrono e vescovo di Gubbio. Non una semplice ricorrenza, ma un vero cammino comunitario che intreccia preghiera, tradizione e approfondimento culturale, nel tempo quaresimale.

La fede che si mette in cammino

Il primo appuntamento è fissato per domenica primo marzo, seconda domenica di Quaresima. La giornata si aprirà alle ore 9 con il pellegrinaggio dalla Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo alla Basilica di Sant’Ubaldo, un gesto semplice ma eloquente: salire insieme verso il monte Ingino significa rinnovare una devozione che da secoli accompagna il popolo eugubino.

Alle ore 11, nella basilica ubaldiana, il vescovo Luciano Paolucci Bedini presiederà la celebrazione eucaristica. Al termine si svolgerà l’investitura dei capodieci del Cero di Sant’Ubaldo, momento particolarmente sentito che richiama il legame profondo tra la figura del Santo e la tradizionale festa del 15 maggio. La giornata si concluderà con il pranzo sociale della Famiglia dei Santubaldari.

Il cuore della memoria liturgica sarà giovedì 5 marzo. Alle ore 18 la processione partirà dalla Cattedrale per raggiungere la Basilica sulla cima dell’Ingino, segno di una Chiesa che cammina nella storia custodendo la testimonianza del suo pastore. Alle ore 19, il vescovo Paolucci Bedini presiederà la Santa Messa nel giorno stesso della canonizzazione, rinnovando il rendimento di grazie per la santità di Ubaldo e per la sua eredità spirituale nella vita della città.

Nel 1160, dopo la morte del vescovo Ubaldo, Gubbio lo venerò subito come santo: per un anno intero la città fu meta di pellegrinaggi incessanti e di ceri accesi davanti alla sua tomba, segno di una fama di santità già radicata nel popolo. Fu Papa Celestino II a sancire ufficialmente quel culto con la bolla del 5 marzo 1192, annoverandolo tra i campioni della fede cattolica e invitando gli eugubini a celebrarlo “hilariter”, con gioia. Due anni dopo, l’11 settembre 1194, il corpo fu traslato sul monte Ingino, nel luogo che la tradizione riconobbe come scelto dalla Provvidenza, divenuto da allora cuore spirituale della città.

Locandina per la Canonizzazione di sant’Ubaldo 2026

Riscoprire il culto tra storia e arte

Accanto alla dimensione liturgica, il programma del marzo 2026 offre momenti di approfondimento che aiutano a comprendere meglio la portata storica e culturale del culto ubaldiano.

Mercoledì 4 marzo, nella Sala capitolare dei canonici della Basilica di Sant’Ubaldo, il Centro Studi Ubaldiani proporrà un incontro dedicato a “La concessione delle reliquie di contatto di sant’Ubaldo nel XVIII secolo”. L’appuntamento – con inizio previsto alle ore 18 – vedrà l’intervento di Fabrizio Cece e offrirà uno sguardo su un capitolo significativo della diffusione della devozione al Santo, mettendo in luce il valore spirituale e simbolico delle reliquie nella tradizione ecclesiale.

Il percorso culturale proseguirà giovedì 12 marzo, sempre alle ore 18, alla Biblioteca Sperelliana (Sala dell’Ex Refettorio), dove Anna Fucili guiderà il pubblico in un itinerario dal titolo “Il culto di sant’Ubaldo: testimonianze storico-artistiche nei territori dell’antico ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere”. L’incontro allargherà lo sguardo oltre i confini cittadini, mostrando come la venerazione del patrono abbia lasciato tracce profonde anche nel patrimonio artistico dei territori vicini.

In programma, venerdì 6 marzo alle ore 21, c’è anche il Concerto della Canonizzazione al Teatro comunale “Luca Ronconi”, con il conferimento del premio “Civis, Pater ac Pontifex Ubalde”, titolo che la tradizione attribuisce al Santo come padre e guida del popolo eugubino.

Nel complesso, le varie iniziative sono promosse e patrocinate dalla Chiesa Eugubina e dalla Basilica di Sant’Ubaldo, da Comune di Gubbio, Centro Studi Ubaldiani, Università dei muratori, scalpellini e arti congeneri, dall’Associazione “Maggio Eugubino” e dalle tre Famiglie ceraiole. Una collaborazione che restituisce l’immagine di una comunità che non si limita a ricordare un evento del passato, ma continua a riconoscere in sant’Ubaldo un punto di riferimento vivo. Tra processioni, studio, musica e tradizione popolare, la memoria della canonizzazione diventa così occasione per rafforzare l’identità spirituale della Chiesa eugubina e rinnovare il legame tra fede e città.

La locandina delle iniziative culturali e di studio dedicate a sant’Ubaldo per la Canonizzazione 2026