Sotto il pavimento della Collegiata di San Giovanni Battista di Cantiano da qualche tempo non stanno emergendo soltanto pietre, laterizi e frammenti antichi. Sta riaffiorando, poco alla volta, una parte profonda della storia del paese. I lavori preliminari avviati negli ultimi mesi all’interno della chiesa, duramente segnata dall’alluvione del 2022, stanno infatti restituendo scoperte inattese che raccontano secoli di vita, fede e memoria comunitaria.
Sotto la Collegiata emerge una storia stratificata
I saggi archeologici e le indagini tecniche eseguite nella Collegiata hanno aperto uno squarcio su ciò che si nascondeva sotto la pavimentazione novecentesca della chiesa. E ciò che è emerso ha sorpreso gli stessi tecnici. In tutte le aree scavate sono comparsi manufatti, strutture murarie e tracce che testimoniano una storia molto più complessa e stratificata di quanto si immaginasse.
Le tracce dell’antica Pieve di San Giovannino
Particolarmente significativa è la scoperta avvenuta nella navata centrale, dove gli archeologi hanno individuato resti murari che potrebbero appartenere all’antica Pieve di San Giovannino, l’edificio originario su cui nei secoli si sarebbe sviluppata l’attuale Collegiata. Le strutture emerse sembrano infatti disegnare la curva di un’abside, mentre su una porzione di muro è ancora visibile l’intonaco antico. Un dettaglio fragile e prezioso, rimasto nascosto per secoli sotto il pavimento della chiesa.
Ossari, volte e sepolture sotto la chiesa
Le indagini hanno poi rivelato un mondo sotterraneo inatteso. Sotto il transetto sinistro e sotto la cupola sono emerse strutture voltate in laterizio, probabilmente parte di un sistema di ambienti costruiti per sostenere il pavimento e favorire l’areazione del solaio. Col tempo, questi spazi potrebbero essere stati trasformati in ossari. Ovunque si è scavato, infatti, sono affiorati resti ossei, frammenti di ceramica e laterizi. In uno dei saggi è stata individuata persino una sepoltura in terra con copertura in pietra.
Due ossari dietro l’altare maggiore
A rendere ancora più suggestivo il quadro sono state le aperture delle due botole collocate dietro l’altare maggiore. Sotto di esse sono comparsi due ossari distinti, non comunicanti tra loro, coperti da volte a botte alte circa due metri e mezzo. Gli ambienti, invasi dal fango lasciato dall’alluvione, non sono ancora stati esplorati completamente a causa dell’elevata presenza di anidride carbonica rilevata all’interno. Ma anche questa scoperta conferma come la Collegiata custodisca sotto di sé un articolato sistema sotterraneo ancora in gran parte da comprendere.
Le scoperte cambiano il progetto di restauro
Le scoperte emerse stanno inevitabilmente modificando anche il percorso del restauro. La pavimentazione realizzata negli anni Venti del Novecento, infatti, non potrà essere recuperata perché risulta ormai completamente saldata al massetto sottostante. Sarà quindi necessario procedere alla rimozione completa del pavimento della navata per consentire ulteriori approfondimenti archeologici e progettare gli interventi futuri sulla base di ciò che realmente esiste sotto la chiesa.
Indagini archeologiche, geologiche e geofisiche
“È un lavoro paziente, fatto di studio, rilievi e verifiche continue”, spiega Elisa Polidori, incaricata per l’Ufficio beni culturali della Diocesi di Gubbio. Ci spiega ancora che, accanto agli scavi archeologici, si stanno svolgendo anche indagini geologiche e geofisiche per comprendere il comportamento del terreno e le caratteristiche strutturali dell’edificio. Le analisi hanno permesso di ricostruire la situazione del sottosuolo e di individuare cavità, stratificazioni e sottoservizi presenti attorno alla Collegiata.
Il sopralluogo della Soprintendenza
Proprio nelle ultime settimane, il cantiere è stato visitato – insieme a uno dei progettisti, l’architetto Daniele Fabbretti – anche da Paolo Binaco, archeologo funzionario della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro-Urbino, referente per il territorio cantianese.
Un viaggio nella memoria di Cantiano
Al di là dell’aspetto tecnico, quello che si sta vivendo a Cantiano è soprattutto un viaggio dentro la memoria del paese. Ogni muro affiorato, ogni volta in laterizio, ogni frammento restituito dalla terra racconta una comunità che nei secoli ha costruito attorno alla Collegiata il proprio centro spirituale e civile. Il recupero della chiesa non riguarda soltanto un edificio storico: è un pezzo dell’identità collettiva di Cantiano che prova lentamente a riemergere dopo la ferita dell’alluvione.
Per questo i lavori vengono seguiti dalla popolazione con attenzione e partecipazione. Perché sotto quelle pietre non si stanno soltanto cercando soluzioni tecniche o strutturali. Si stanno ritrovando tracce di una storia comune, custodita nel silenzio della terra e oggi tornata nuovamente alla luce.

