Oltre 829 mila euro per sostenere la vita pastorale, custodire il patrimonio ecclesiale e accompagnare le fragilità del territorio. È il quadro che emerge dal rendiconto 2025 dei fondi dell’8xmille attribuiti dalla Conferenza episcopale italiana alla Diocesi di Gubbio, illustrato nella relazione dell’economo diocesano Matteo Andresini. Le risorse complessivamente impiegate ammontano a 829.405,47 euro: 425.066,28 euro per le esigenze di culto e pastorale e 404.339,19 euro per gli interventi caritativi.
Chiese, pastorale e patrimonio culturale
Nel capitolo dedicato al culto e alla pastorale, 219.500 euro sono stati destinati all’esercizio del culto. La parte più consistente, 111.500 euro, ha sostenuto la manutenzione dell’edilizia di culto esistente; 19.500 euro sono andati alla nuova edilizia e 87.000 ai beni culturali ecclesiastici.
Andresini sottolinea il valore della manutenzione ordinaria delle chiese e delle strutture pastorali, sostenuta anche attraverso un fondo rivolto alle parrocchie: un impegno che riguarda la conservazione e la sicurezza degli edifici, ma soprattutto la continuità della vita liturgica e comunitaria. Le risorse per i beni culturali hanno interessato il Museo diocesano, l’Archivio e la Biblioteca, l’Ufficio beni culturali e le iniziative del Centenario francescano, confermando la volontà di custodire il patrimonio storico, artistico e documentario come strumento di memoria, evangelizzazione e servizio alla città.
La cura delle comunità e dei giovani
Alla cura delle anime sono stati assegnati 163.066,28 euro: 127.066,28 per la Curia e le attività pastorali diocesane e parrocchiali, 20.000 per i mezzi di comunicazione sociale, 15.000 per la formazione teologico-pastorale e 1.000 per il Tribunale ecclesiastico. Prosegue, evidenzia la relazione, il lavoro di revisione e contenimento delle spese della Curia e degli enti collegati, insieme al sostegno agli uffici pastorali, al servizio diocesano per la tutela dei minori, al clero e ai religiosi, ai media diocesani e all’Istituto teologico regionale di Assisi.
Diecimila euro sono stati destinati agli scopi missionari, attraverso il Centro missionario diocesano e il sostegno ai sacerdoti fidei donum. Per catechesi ed educazione cristiana sono stati impiegati 32.500 euro: 30.000 per oratori e patronati rivolti a ragazzi e giovani, con particolare attenzione all’Oratorio diocesano Don Bosco, e 2.500 per associazioni e aggregazioni ecclesiali. Una scelta che conferma l’investimento della Chiesa eugubina nella formazione delle nuove generazioni e dei laici.
Oltre 404 mila euro per la carità
Agli interventi caritativi sono andati 404.339,19 euro. Gli aiuti immediati a singole persone bisognose ammontano a 141.000 euro: 130.000 erogati direttamente dalla Diocesi, 8.000 attraverso le parrocchie e 3.000 tramite altri enti ecclesiastici. Altri 95.839,19 euro hanno finanziato aiuti non immediati, sostenendo le attività della Caritas diocesana, del Centro di ascolto, del Laboratorio di promozione delle Caritas parrocchiali e dell’Osservatorio delle povertà.
Le opere caritative diocesane hanno ricevuto 141.500 euro: 50.000 per famiglie particolarmente disagiate, 10.000 per categorie economicamente fragili, 1.500 per anziani, 2.500 per persone senza fissa dimora, 57.500 per il clero anziano o malato e 20.000 per opere missionarie. Diecimila euro sono stati destinati alle opere caritative parrocchiali in favore delle famiglie in difficoltà e 16.000 alle iniziative di altri enti ecclesiastici.
Un moltiplicatore di energie e solidarietà
Dietro le cifre ci sono la Carità del Vescovo, il Progetto Policoro, la Casa di accoglienza diocesana, la Casa del clero “Beniamino Ubaldi”, il sostegno ad anziani ospiti di strutture assistenziali, alle Case regionali Caritas, alla Casa Caritas Umbra in Kosovo e alle missioni diocesane in America Latina. Per Andresini, i fondi dell’8xmille non sono soltanto una disponibilità economica, ma un autentico “moltiplicatore di risorse”: attivano energie pastorali, competenze professionali e volontariato, costruendo reti di solidarietà, percorsi educativi e opere di prossimità a beneficio dell’intera comunità.

