Gubbio, tre mostre per raccontare la spiritualità francescana attraverso l’arte

Nel vivo dell’anno francescano, che ricorda l’ottavo centenario del transito di san Francesco d’Assisi, la città di Gubbio accoglie un percorso artistico che mette in dialogo spiritualità e arte contemporanea. Tre mostre personali, curate dal professor Giammarco Puntelli, propongono infatti una riflessione originale sul messaggio francescano attraverso lo sguardo e la sensibilità di tre artisti italiani contemporanei.

L’iniziativa viene inaugurata venerdì 6 marzo alle ore 16 nella Sala degli Stemmi del Comune di Gubbio, in piazza Grande, alla presenza delle autorità civili e religiose. Dopo la presentazione ufficiale, il pubblico potrà visitare le tre esposizioni allestite in diversi luoghi simbolici della città. Le mostre resteranno aperte fino al 6 aprile e sono realizzate in collaborazione con l’Associazione culturale La Medusa, con il patrocinio del Comune di Gubbio, della Diocesi eugubina e del comitato Francesco a Gubbio.

L’intero progetto nasce dal desiderio di rileggere, con linguaggi contemporanei, la profondità spirituale del Cantico delle Creature e il pensiero del santo di Assisi. Non una semplice esposizione artistica, ma un itinerario che invita a riscoprire il valore della fraternità universale, della luce spirituale e della custodia del creato.

“Frate Focu”: il fuoco che diventa segno creativo

La chiesa di Santa Maria Nuova ospita la mostra Frate Focu di Luciano Donini, artista riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori interpreti della pirogravia, la tecnica che utilizza il fuoco per incidere il legno.

In questo caso il fuoco non è soltanto uno strumento tecnico, ma diventa simbolo spirituale. Nel Cantico delle Creature, infatti, san Francesco chiama il fuoco “fratello”, riconoscendone la forza e la luminosità. Donini raccoglie questa intuizione francescana trasformando l’elemento naturale in gesto creativo: il segno inciso nel legno si fa racconto, disciplina interiore e poesia visiva.

Le opere esposte raccontano così storie di vita e di equilibrio, nelle quali il fuoco non distrugge ma genera bellezza, diventando metafora di una spiritualità capace di trasformare anche le forze più potenti della natura in linguaggio di fraternità e armonia.

La locandina della personale di Luciano Donini

“Cum Grande Splendore”: la luce dell’esperienza spirituale

Alla chiesa di Santa Maria dei Laici, detta dei Bianchi, è allestita la mostra Cum Grande Splendore di Gina Fortunato, un’artista che da anni indaga, nella propria ricerca pittorica, il tema della luce.

Nelle opere presentate a Gubbio, realizzate durante l’Anno centenario francescano, la luce diventa il filo conduttore di una meditazione artistica sull’esperienza interiore di san Francesco. Non si tratta di una narrazione tradizionale degli episodi della sua vita, ma di una restituzione poetica e simbolica, costruita attraverso un dialogo continuo tra astrazione e figurazione.

Il titolo della mostra, tratto anch’esso dal Cantico delle Creature, suggerisce una chiave di lettura profonda: lo splendore evocato non è un elemento decorativo, ma il segno di una rivelazione. La pittura diventa così spazio contemplativo, capace di accompagnare il visitatore in un percorso di riflessione spirituale.

La locandina della personale di Gina Fortunato

“Per Sora Nostra Matre Terra”: la custodia del creato

Il terzo capitolo del percorso espositivo si trova al Palazzo del Bargello, dove è allestita la personale di Patrizio Oca, intitolata Per Sora Nostra Matre Terra.

Qui il riferimento al Cantico delle Creature conduce direttamente al tema della custodia della terra e del rapporto tra uomo, ambiente e comunità. Nei dipinti di Oca i paesaggi e le architetture dialogano tra loro con equilibrio e rigore compositivo, restituendo alla natura e agli spazi urbani una dignità profonda.

Le architetture del passato non sono presentate come semplici testimonianze storiche, ma come luoghi vivi, capaci di esprimere una civiltà fondata sull’armonia tra costruito e ambiente. In questo contesto assume un valore simbolico anche l’omaggio pittorico alla città di Gubbio, legata alla celebre tradizione dell’incontro tra san Francesco e il lupo: un episodio che richiama la possibilità di una riconciliazione tra uomo, natura e comunità.

La locandina della personale di Patrizio Oca

Un percorso tra arte, fede e bellezza nella città francescana

Le tre mostre costituiscono dunque un unico itinerario spirituale e culturale nel quale arte contemporanea e messaggio francescano si incontrano. Attraverso linguaggi diversi – la pirografia, la pittura luminosa, il paesaggio simbolico – gli artisti propongono una riflessione sul significato attuale del pensiero di san Francesco.

In una città come Gubbio, profondamente segnata dalla memoria francescana, questo progetto assume un valore particolare: non soltanto una proposta culturale, ma un invito a guardare la realtà con lo sguardo del santo di Assisi, capace di riconoscere nella natura, nella luce e nella terra i segni di una fraternità universale.

Le mostre saranno visitabili dal giovedì alla domenica e negli altri giorni su prenotazione, contattando la segreteria dell’Associazione culturale La Medusa. Un’occasione per vivere un’esperienza che unisce arte, spiritualità e riflessione sul creato, nel segno sempre attuale del messaggio di san Francesco.